‘VIA DALLA PAZZA FOLLA’, Thomas Hardy

Cap. III

………Un intuito lo avvertì di distogliere i propri occhi da quelli di lei così subitamente, come se fosse stato colto nell’atto di rubare. Il ricordo degli atti grotteschi ai quali si era abbandonata per passar sotto gli alberi, aveva suscitato nella ragazza un batticuore irritato, al quale era seguito un viso di fiamma. Fu quello il momento di vedere arrossire una donna che non era incline, di regola, ad arrossire; non rimase un atomo della lattaia che non fosse del più acceso color di rosa. Dal
«rossore di fanciulla», attraverso tutte le varietà di «rosa di Provenza» fino alla «rosa cremisi di Toscana», la fisionomia della conoscenza di Oak andò velocemente trascorrendo; per il che lui, riguardosamente, volse altrove il capo. L’uomo pieno di tatto stava ancora guardando da un’altra parte, e si domandava quando essa avrebbe riacquistato sangue freddo sufficiente per scusarlo di affrontarla di nuovo. Sentì ciò che gli parve lo svolar di una foglia morta nella brezza, e guardò. Essa era sparita. Con aria tragicomica Gabriele ritornò al proprio lavoro………..

Edizione Garzanti

 

 

 

Pierre-Auguste Renoir, Picking flowers, 1875

‘LA SIGNORA DALLOWAY ‘, Virginia Woolf

 

………Eccoli, i fiori: delfini, piselli odorosi, grappoli di lillà, e garofani, garofani a profusione. C’erano le rose e gli iris. Ah, sì – e inspirò i differenti profumi di quel giardino terrestre, sempre parlando alla signorina Pym, la quale le era riconoscente, e la giudicava tanto buona, ma appariva invecchiata quest’anno; intanto girava la testa da una parte e dall’altra tra gli iris e le rose e indicava cogli occhi socchiusi dei ciuffi di lillà, annusando, dopo il chiasso della strada, la deliziosa fragranza, la freschezza squisita. E quando riapriva gli occhi, come le sembravano fresche le rose – veniva alla mente il bucato appena lavato e ben piegato nelle ceste di paglia; come parevano cupi e compassati i garofani rossi, invece, con le loro teste erette; e i piselli odorosi che si allargavano nelle coppe, viola sfumato, bianco neve, pallidi – come se fosse sera e, finita la splendida giornata estiva, col cielo ormai d’un azzurro quasi nero e i delfini e i garofani, e i gigli, le ragazze uscissero nei loro abitini di organza a raccogliere i piselli odorosi e le rose. È in quell’attimo, tra le sei e le sette, che i fiori – le rose, i garofani, gli iris, i lillà – risplendono: bianco, violetto, rosso arancione. Ogni fiore sembra ardere di luce propria, soffice, puro, ognuno nella sua aiuola velata di nebbia. E come le piacevano le falene bianche e grigie che volteggiavano sui girasoli e sulle primule!

 

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